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LIA: analgesia locale infiltrativa nella chirurgia protesica


Gli interventi di sostituzione protesica articolare sono al giorno d’oggi in continuo aumento in tutto il mondo, in Europa si superano le 500.000 operazioni l’anno, in USA addirittura si è vicini al milione. Questo aumento in termini numerici è permesso dai sempre minori tempi chirurgici, sia per quanto riguarda l’intervento in sé, sia per quanto concerne la riduzione dei tempi di degenza. Il nostro team, ha da ormai molti anni sposato la filosofia del ‘fast recovery’: perseguendo la minor invasività possibile dell’atto chirurgico, si punta a ridare al paziente la propria autonomia nel minor tempo possibile dopo l’intervento.

In quest’ottica, oggi affrontiamo un tema spinoso, quello dell’analgesia post-operatoria, ovvero di tutte quelle misure che il chirurgo e l’anestesista pongono in essere per ridurre al minimo il dolore che il paziente avverte nelle ore e nei giorni dopo l’intervento.

La LIA: analgesia locale infiltrativa è una tecnica che sta ultimamente soppiantando le tradizionali tecniche di analgesia post-operatoria, e che consiste nella somministrazione, intraoperatoria, di un mix di farmaci somministrati direttamente nel sito chirurgico e nei tessuti circostanti. I farmaci in questione comprendono sia sostanze analgesiche propriamente dette, come i derivati degli oppioidi, sia sostanze vasocostrittrici e pro-coagulanti, che riducono la perdita di sangue nel sito chirurgico, e migliorano la risposta cicatriziale dei tessuti.

I vantaggi di questo provvedimento sono sostanzialmente due:

  • E’ permessa una riduzione dell’anestesia spinale, che diventa sempre più un’anestesia selettiva, in cui si addormenta solo la porzione di arto interessato, per il tempo strettamente necessario all’intervento. Un’anestesia spinale super-selettiva non solo riduce gli effetti collaterali tipici dell’anestesia spinale, per esempio evita di usare il catetere vescicale, ma anche consente una più rapida ripresa del movimento dopo l’intervento, permettendo al paziente di riprendere a camminare già poche ore dopo l’intervento.

  • Si evitano gli effetti collaterali sistemici della somministrazione di farmaci nel post-operatorio, come gli antidolorifici (morfina e suoi derivati) che possono causare sonnolenza e nausea.

In particolare in questo articolo presentiamo i risultati di una metanalisi di fine 2018 (Chen Li et al, 2018), in cui sono stati messi a confronto i principali Trial randomizzati degli 3 ultimi anni che hanno valutato l’efficacia della LIA verso l’analgesia mediante catetere epidurale (EPA), uno dei classici sistemi di analgesia utilizzato ancora oggi in molti centri in giro per il mondo.

I parametri considerati dalla metanalisi sono i seguenti:

  • Efficacia dell’analgesia, mediante scala di valutazione visuale VAS: LIA si è dimostrata superiore a EPA.

  • Mobilizzazione a 12-24-48-72 ore post-intervento: LIA ha dimostrato un significativo miglioramento della mobilizzazione rispetto ai tradizionali metodi analgesici.

  • Durata del ricovero: LIA si è dimostrata in grado di ridurre fino al 30% la durata del ricovero rispetto agli altri metodi

  • Occorrenza di nausea e infezione: LIA ha dimostrato una netta diminuzione di entrambi gli eventi verso EPA.

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