ALLINEAMENTO CINEMATICO


Questa pratica ha guadagnato favore negli ultimi anni, in quanto 2 RCTs e uno studio multicentrico hanno riportato migliori risultati nei pazienti trattati con questo allineamento, rispetto a quelli trattati con allineamento meccanico. Gli obiettivi dell’allineamento cinematico sono 3:

Ristabilire le native superfici di tibia e femore: l’obiettivo primario è ristabilire i 6 gradi di libertà del ginocchio: Antero-Posteriore ; Prossimo-distale; Medio-laterale; intra- extrarotazione; varo-valgo; flex-ext. Per fare questo bisogna porre le due componenti in modo da replicare i tre assi fondamentali del ginocchio normale, che sono:

Asse di flessione della tibia: penetra il centro dei due condili femorali posteriori, come un asse che passa fra due ruote, e determina il nativo arco di flesso-estensione della tibia sul femore (20-120°).

Asse di flessione della rotula: parallelo al precedente, 10mm anteriore e 12mm prossimale, e determina l’arco di flesso-estensione della rotula sul femore.

Asse longitudinale di rotazione della tibia: perpendicolare ai due precedenti, rappresenta l’asse attorno a cui intra-extraruota la tibia rispetto al femore. 
NB: tutti questi assi sono quasi del tutto paralleli o perpendicolari all’interfaccia tibiofemorale; dunque, un cambio nella posizione di una delle componenti protesiche in uno dei 6 gradi di libertà, e quindi di questi 3 assi, cambia l’interfaccia nativa, cambiando in particolare la tensione a riposo di tre legamenti: collaterali, retinacolo, PCL.

Ristabilire l’allineamento nativo dell’arto inferiore: ristabilire un allineamento meccanico in pazienti con un varo/valgo costituzionale non è naturale, e crea deficit ai 3 legamenti di cui sopra (specie i collaterali). Pazienti con varismo importante preoperatorio, hanno migliori risultati se lasciati in medio-varo, rispetto a una overcorrezione a neutrale. La corrente evidenza suggerisce che l’allineamento nativo dell’arto inferiore non porta a osteoartrosi.

Ristabilire la lassità nativa del ginocchio: che è più tirato a 0 gradi rispetto a 45-90° di flessione. In particolare:

A 0° di flessione: l’articolazione si comporta come un corpo rigido (non ha gradi di lassità importanti, per il restrain dei tessuti molli. Ristabilire la lassità a 0 gradi richiede: rimozione di tutti gli osteofiti, estendere il ginocchio a 0 gradi, e aggiustare l’inclinazione della rima articolare e l’altezza della componente tibiale (quindi quanto tagli) finché non raggiungi la stabilità.

In flessione (mid-45° e 90°): la lassità aumenta di molto, 5x in varo, 3x in valgo e in intra-extra, 2x in traslazione anteriore. Per mantenere questi rapporti nella TKA, serve mantenere i legamenti alla stessa tensione sia in estensione, che in flessione; quindi, non bisogna lasciare la protesi con la stessa tensione della estensione, in media e piena flessione, in tal caso il paziente potrebbe sviluppare dolore rigidità e non recuperare il ROM in flexion. Per ristabilire la lassità nativa a 90°, aggiustare lo slope tibiale lo spessore (altezza) della componente tibiale fino a che l’offset della tibia anteriore dal CFM distale, corrisponde a quello prima del taglio, e la intra-extra della tibia si avvicina a 14°.

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