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Cisti di Baker: cosa è e come curarla?

La cisti di Baker è un reperto clinico frequente nell’adulto, e talora anche nel bambino. Deriva da uno sfiancamento della borsa sinoviale all’interfaccia fra gastrocnemio e semimembranoso, che si ritrova nella parte mediale della fossa poplitea. Negli adulti è quasi sempre secondaria a un processo degenerativo o infiammatorio dell’articolazione, e per questo comunica con la cavità articolare, viceversa nei bambini è solitamente primitiva, e non comunica con la cavità articolare. In generale, la popolazione più colpita è quella adulta, fra i 35 e i 70 anni, senza distinzione fra i due sessi.



Cisti di Baker: in generale la popolazione più colpita e quella adulta, fra i 35 e i 70 anni.

La gran parte delle cisti di Baker rimane asintomatica. La cisti di Baker si ingrandisce e può diventare sintomatica quando del liquido è richiamato al suo interno, questo avviene solitamente in primo luogo per un aumento del liquido stesso a livello del ginocchio che, aumentando la pressione all’interno della cavità articolare, favorisce lo sfiancamento della sinovia e la formazione della cisti. Una volta formatasi, la cisti si automantiene poiché si crea un sistema a valvola che richiama liquido nella ciste quando il ginocchio è esteso (pressione intrarticolare sale a 16mmHg) e la svuota quando il ginocchio è massimamente flesso (pressione intrarticolare scende a 6mmHg).

Le principali patologie articolari a cui dobbiamo pensare di fronte a una cisti di Baker sono:


Artrosi del ginocchio

Artrite reumatoide

Lesioni meniscali NB: non c’è correlazione fra la gravità dell’artrosi radiografica e la presenza di cisti poplitea.


Clinica:

una buona parte delle cisti di Baker restano asintomatiche; quando sintomatiche, il paziente avverte gonfiore e fastidio nella porzione posteriore del ginocchio, e una piccola massa è ivi tastabile, specie con il ginocchio in estensione. I sintomi e il gonfiore sono peggiorati dall’attività fisica. In genere il dolore recede in qualche giorno, non recede il gonfiore della ciste, che può inficiare i gradi di flessione del ginocchio. Possibili complicanze della cisti di Baker comprendono l’ingrossamento, la dissezione/rottura, la compressione delle strutture circostante, che può mimare -o effettivamente comportare- una tromboflebite venosa, una sindrome da compressione nervosa, edema di gamba ed ischemia (eventi rari).


Diagnosi:

la diagnosi è solitamente clinica, con la semplice osservazione e palpazione. Si ricerca il segno di Foucher, tipico, ovvero la scomparsa della tumefazione con una flessione di 45° del ginocchio. L’imaging di primo livello è rappresentato da: ecografia e Rx in 2 proiezioni (si vede in LL). La RM è l’esame migliore per lo studio della cisti.


Terapia:

le cisti asintomatiche non richiedono tp, il pz va informato del minimo rischio di rottura ed educato a ripresentarsi in caso di sintomi. In questo caso, il primo approccio è volto all’articolazione malata, con artrocentesi +/- infiltrazione di corticosteroide. Nei rari casi di ciste non rispondente ai due trattamenti sopracitati (magari poiché non comunicante), considerare l’aspirazione diretta della ciste con iniezione di corticosteroide, ed eventualmente la chirurgia escissionale.

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