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Infiltrazione dell'anca


L'infiltrazione dell'anca è una procedura importante sia da un punto di vista diagnostico, oltreché terapeutico: infatti l’infiltrazione di anestetico a livello articolare, oltre che dei classici corticosteroidi e viscosupplementanti (acido jaluronico), permette di differenziare problematiche derivanti dall'articolazione rispetto a quelle derivanti dalle strutture circostanti (es: lombalgia).

Posizionamento del paziente: supino, con arto inferiore in rotazione neutra. L'obiettivo è di entrare a livello della giunzione testa-collo sulla superficie anterolaterale, stando quanto più laterali possibili per evitare il contatto con le strutture vascolari, che in questa zona sono molto rappresentate, con un'anatomia molto variabile.

Sonda: sonda addominale (curvilinea) con frequenza 5-2 MHz.

Procedura: Prima della procedura è da valutare che non ci siano effusioni intrarticolari, in tal caso sempre prima aspirare, che è sia importante per valutare la natura del liquido, sia perché il liquido può essere fuorviante nella valutazione dell'immagine ecografica. Altrettanto importante è, mediante l'utilizzo del doppler, identificare i vasi perifemorali.

La visione dell'interfaccia collo-testa del femore si deve prima avere in asse corto (più semplice), poi successivamente si passa in asse lungo per infiltrare.

Dopo la valutazione iniziale si passa alla disinfezione, che è da effettuarsi mediante clorexidina, da evitare il betadine. Si utilizza un ago da spinale, entrando un cm distale rispetto alla sonda, e seguendo il decorso dell'ago sullo schermo. La sonda è da tenere ben attaccata con le dita alla cute del paziente, in modo da evitare gli spostamenti dovuti alle reazioni del paziente alla puntura. Una volta punta la capsula si inietta e visualizzi il liquido spandersi in articolazione nell'immagine ecografica. Successivamente si richiama l'ago sempre sotto guida ecoscopica.

Importante è, durante la procedura, mantenere un contatto con il paziente e un'atmosfera rilassata, per esempio stimolandolo a parlare dei suoi progetti lavorativi, o delle vacanze in programma, o ancora della famiglia.

Dopo la procedura, si deve sconsigliare l'esercizio fisico per una settimana, il paziente può invece tornare immediatamente alle normali attività quotidiane, ben informato della possibilità di discomfort nel sito di iniezione per i primi giorni.

NB: Rimandare ogni intervento chirurgico ad almeno 4-6 settimane dall'ultima terapia infiltrativa con corticosteroidi.