LE STRUTTURE DI SUPPORTO LATERALI


Punto d’angolo postero-esterno (PAPE) [PMC posterolateral corner]

Il PAPE è composto dal LCL, aponeurosi del popliteo, legamento popliteo-fibulare e dalla capsula postero-laterale. Storicamente queste strutture erano raggruppate nel complesso del legamento arcuato. La funzione del PAPE è la stabilizzazione statica del ginocchio, incrementata dalla stabilizzazione dinamica fornita dal bicipite femorale, popliteo e capo laterale del gastrocnemio.

Legamento collaterale laterale (LCL)

L’origine del LCL è l’epicondilo femorale laterale (precisamente prossimale e posteriore ad esso) e l’inserzione è a livello della testa della fibula. Il LCL è ben visibile tramite RMN (tagli assiali e coronali): avendo un decorso obliquo non è però solitamente visualizzabile in un unico taglio. Un riscontro tipico è un ispessimento (aumento di intensità di segnale) della sua porzione prossimale, ma ciò può accadere anche in caso di traumi minori con ginocchio stabile. Il sito tipico di lesione del LCL è invece la sua porzione centrale.

Complesso muscolo-tendineo popliteo

Insieme al LCL è la struttura più importante per la stabilità laterale del ginocchio.

Il muscolo popliteo ha un’origine extra-articolare, ovvero la fossetta poplitea sul versante postero-mediale della tibia. La giunzione mio-tendinea è localizzata al terzo laterale della fossetta stessa e, il tendine che ne deriva, ha inizialmente un decorso intra-articolare, per raggirare poi la porzione posteriore del condilo femorale laterale e inserendosi a livello del solco popliteo, anteriormente ed inferiormente all’origine del LCL. È bene visibile in RMN ma, a causa del suo decorso elicoidale, deve essere valutato usando tutti e tre i piani dello spazio (l’inserzione femorale si vede bene con il piano coronale e assiale). Ugualmente al LCL, un ispessimento della porzione prossimale, è un riscontro frequente in caso di traumi minori e quindi non dirimente di lesione vera e propria. La porzione più comunemente soggetta a lesioni è invece la giunzione mio-tendinea e il ventre muscolare stesso. Sono possibili infine avulsioni sul versante femorale.

Legamento popliteo-fibulare (LPF)

Il LPF origina dalla giunzione mio-tendinea del muscolo popliteo e si inserisce sulla testa della fibula. È composto da due fasci, uno anteriore e uno posteriore, con il secondo spesso quasi il doppio del primo. È l’unica struttura legamentosa che passa sotto l’arteria genicolata inferiore laterale.

Visibile tramite RMN guardando le sezioni sagittali oblique o le coronali oblique.

Le lesioni solitamente coinvolgono la porzione intermedia del legamento.

Fascicolo popliteo-meniscale

Questo fascicolo ancora il corno posteriore del menisco laterale al tendine popliteo. Ne esistono 3: antero-inferiore, postero-superiore e postero-inferiore. Il fascicolo postero-inferiore inoltre ancora il corno posteriore del menisco laterale alla capsula articolare. Questa porzione della capsula articolare che connette il tendine popliteo, il menisco laterale e il LCP, prende il nome di espansione capsulare poplitea prossimale. Il fascicolo è teoricamente visibile in RMN guardando la sagittale obliqua, anche se non sempre avviene (non visibile alla RMN fino a un 30-50% della popolazione). Lesioni di questo fascicolo causano una sindrome da ipermobilità meniscale, con il corno posteriore che solitamente rimane intrappolato durante la flessione del ginocchio.

Legamento antero-laterale

È un vero legamento che appare però come un ispessimento della capsula laterale. Entra in tensione durante la rotazione interna a 30° di flessione del ginocchio. L’origine femorale è posteriore e prossimale al LCL.

Durante il suo decorso presenta ispessimenti che ancorano il corpo del menisco laterale ad esso.

A livello del corpo meniscale, il legamento passa superficiale all’arteria genicolata laterale inferiore. La sua inserzione è a metà strada tra il tubercolo di Gerdy e il margine anteriore della testa della fibula. Visibile tramite RMN in sequenze coronali e assali con un range tra il 51% e il 100% della popolazione.

Tipicamente si lesiona a livello della sua inserzione distale o della sua porzione intermedia.

Può causare inoltre avulsioni ossee (frattura di Segond).

È frequentemente associato a lesioni dell’LCA.

Bicipite femorale

Il muscolo bicipite femorale è composto da un capo lungo e un capo breve che, unendosi, formano un tendine comune prima di dividersi in numerosi componenti. Il capo lungo origina dalla tuberosità ischiatica e la giunzione mio-tendinea si trova 5 cm sopra la joint line. A circa 1 cm dalla testa della fibula esso si divide in un fascio diretto e un fascio anteriore: il fascio diretto si inserisce sul margine postero-laterale della testa della fibula, mentre il fascio anteriore sul margine laterale sempre della testa della fibula. Il capo breve origina invece medialmente alla linea aspra del femore e la giunzione mio-tendinea è localizzata a livello della joint line. Il capo breve ha una porzione prossimale che si unisce al capo lungo, mentre possiede una seconda porzione, chiamata fascio capsulare, la cui inserzione è a livello della capsula articolare, entrando in contatto anche con la fabella e il gastrocnemio laterale (il fascio capsulare è tra i più importanti del complesso del bicipite). La porzione distale del fascio capsulare si chiama legamento fabello-fibulare e si inserisce poi sul margine laterale del della testa della fibula. Tramite RMN si possono vedere le porzioni principali, ovvero il fascio diretto e anteriore del capo lungo e il capo breve, ma non le componenti più piccole. Il più comune sito di lesione è argomento di dibattito (alcuni sostengono sia il fascio capsulare, altri la giunzione mio-tendinea, altri ancora l’inserzione fibulare).

L’avulsione della testa della fibula ne causa la retrazione a causa della contrazione muscolare del bicipite stesso.

Bandelletta ileo-tibiale

Chiamata anche tratto ileo-tibiale, è l’ispessimento distale della fascia lata; questa origina da una porzione del grande gluteo e dal tensore della fascia lata (origina a sua volta dalla SIAS). A livello del ginocchio laterale il tratto ileo-tibiale è composto da 3 strati: superficiale, profondo e capsulo-osseo. La componente principale è lo strato superficiale che copre gran parte del ginocchio laterale e si inserisce sul tubercolo di Gerdy; di questo strato esiste poi un’espansione anteriore (bandelletta ileo-patellare, importante per il tracking rotuleo.). lo strato profondo origina 5-6 cm prossimale all’epicondilo laterale e si fonde distalmente all’epicondilo stesso con lo strato superficiale. Lo strato capsulo-osseo origina invece profondamente agli altri strati e separandosi da questi va a rivestire il gastrocnemio laterale, il capo breve del bicipite femorale e il muscolo plantare, per inserirsi poi posteriormente e prossimalmente al tubercolo di Gerdy. Il 50% dei traumi coinvolgono lo strato profondo, 25% la porzione centrale dello strato capsulo-osseo e 25% l’inserzione distale dello strato capsulo-osseo, con possibile avulsione ossea. Lesioni dello strato superficiale sono invece più rari.

Rispetto delle linee guida

Il sito rispetta le linee guida nazionali in materia di pubblicità sanitaria, secondo gli artt. 55-56-57 del Codice di Deontologia Medica.

Le informazioni contenute in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo, non promozionale e non sostitutive di una visita medica.

  • Facebook Social Icon
  • YouTube Social  Icon

This Website is Designed by

50.01 Production & Communication Ltd.

London, UK