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MENISCECTOMIA SELETTIVA



In studi su cadavere, il 75% dei menischi risulta patologico, dunque le lesioni meniscali sono estremamente comuni. In studi MRI di ginocchia sintomatiche, il 90% ha una lesione meniscale.

Il 70-90% dei menischi non è vascolarizzato (soprattutto il laterale, che ha meno contatti con la capsula), quindi hanno uno scarso potenziale riparativo. In un’ottica di massimizzazione del risparmio meniscale, vanno resecate soltanto le lesioni che non hanno potenziale riparativo, in particolare si definiscono così quelle nella zona bianca-bianca (≥5mm dalla giunzione capsula/sinovia-menisco).

NB: Una meniscectomia parziale (10% di menisco rimosso) aumenta il contatto fra le strutture articolari del ginocchio del 65%, una meniscectomia totale del 235%.

NB2: le meniscectomie laterali sono correlate a un peggior outcome funzionali delle mediali, in quanto l’emiarticolazione laterale è meno congruente, dunque la perdita di un menisco laterale comporta una relativamente maggiore perdita di stabilità articolare e un maggiore stress sulle cartilagini.

NB3: lesioni meniscali in concomitanza di lesioni ACL: 16-80% in acuto; 96% in cronico. Quindi importante riparare rapidamente ACL, anche poiché è stato studiato che ACLr che necessitano di meniscectomia concomitante vanno peggio di quelli che non la necessitano.

Indicazione: fattori da considerare per dare indicazione di meniscectomia selettiva:

Riparabilità della lesioneBMI: meniscectomie in pazienti con BMI>30 hanno risultati inferiori. Compliance del paziente al protocollo riabilitativo: da sutura meniscaleLesione meniscale mediale degenerativa: recenti lavori stanno dimostrando come questo tipo di lesione non benefici di meniscectomia artroscopica (vs placebo e vs riabilitazione fisioterapica, chirurgia ha outcome peggiori).

L’elemento più challenging attualmente nell’approccio alla patologia meniscale è capire a quali pazienti dare l’indicazione. Per prima cosa è importante correlare un esame di imaging + una positività ai test meniscali, combinazione che ci permette di parlare di una lesione sintomatica.

Una volta di fronte ad una lesione sintomatica resta da capire se si può revertire la sintomatologia semplicemente con una terapia rieducazionale o se serve la chirurgia. In generale si può definire chirurgico il paziente che non risponde alla terapia rieducazionale. Una volta definito il paziente chirurgico resta da capire se è candidato a riparazione o resezione, cosa che si può solo prospettare prima dell’intervento, ma di cui si avrà certezza solamente una volta all’interno dell’articolazione. Una volta data indicazione chirurgica è importante che questa venga effettuata prima possibile, per ridurre il danno alle strutture circostanti (es: cartilagine) e per prendere in tempo lesioni suturabili. NB: in pazienti giovani con lesione acuta, e verosimilmente suturabili per caratteristiche, dare subito indicazione chirurgica perché entro 6 settimane è più facile che guariscano.

Postoperatorio: no restrizioni, se non quelle determinate da dolore e gonfiore.

Outcome della meniscectomia selettiva: i manici di secchio vanno meglio dei flap. Le meniscectomie laterali vanno come le mediali. Vanno peggio i pazienti ACL-deficienti. La quantità di menisco tolta ha un effetto a lungo termine: quelli che ne hanno tolto >50% vanno radiograficamente peggio di quelli <50%. Il grado di Outerbridge al momento della procedura è anch’esso correlato positivamente con un peggior outcome a 12 anni, radiograficamente.

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