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Rizartrosi: cosa è e come si cura?

Definizione: per rizartrosi si intende la degenerazione artrosica dell’articolazione trapezio-metacarpale (carpo-metacarpale), che risiede alla base del primo dito della mano e che permette l’opposizione di questo alle altre dita della mano. Nella definizione rientra anche l’alterazione a carico della articolazione intracarpica fra scafoide-trapezio-trapezoide.

Il sintomo principale è il dolore alla base del primo dito, ma anche a livello del polso, specie in occasione del movimento detto di “pinching” (opposizione del pollice alle altre dita). Altri sintomi riferiti dal paziente sono la sensazione di scroscio al movimento, e la sublussazione-adduzione della base del primo dito (profilo “squared”).

Colpisce in generale le donne più anziane. E’ una variante dell’artrosi della mano.



Il sintomo principale è il dolore alla base del primo dito, ma anche a livello del polso.

L’artrosi della mano: colpisce generalmente simmetricamente le articolazioni Interfalangee distali (IFD) e prossimali (IFP), la base del pollice (Rizartrosi), la seconda e terza metacarpo-falangea (MCF). Si manifesta con dolore ingravescente e rigidità, con debolezza e limitazione funzionale, che può arrivare a inficiare le quotidiane attività del paziente.

L’artrosi della mano si può manifestare in due forme distinte:


Forma nodulare: la più comune, più frequente nelle donne, con aggregazione familiare, inizio dei sintomi in menopausa, colpisce la IFD (noduli di Heberden) e la IFP (noduli di Bouchard). Determina una progressiva riduzione del ROM articolare, con deviazione ulnare o radiale (più frequente) delle dita. Talora l’infiammazione ha acme di acuzie con calore e tumefazione.

Forma erosiva: più rara e grave, ad andamento subacuto e insidioso, talora accompagnata da parestesie. Colpisce solo le IF e non è associata ad artrosi generalizzata (può presentarsi da sola, e anche in coabitazione non ha andamento correlato, procede più velocemente). Risparmia la base del primo dito e le MCF. Ha una prognosi funzionale molto peggiore.


Diagnosi: la diagnosi è radiografica.


Terapia: come per ogni patologia cronica, l’approccio è a step progressivi:

0.Educazione del paziente al Self-Management: è importante che il paziente sia edotto del carattere cronico-recidivante della patologia, e che sia responsabilizzato nella gestione della stessa: esercizio (guidato da fisioterapista in prima battuta), protezione dell’articolazione (ergonomia + stress dell’articolazione), gestione responsabile dei farmaci sintomatici sono i tre capisaldi della terapia continuativa.


1.Terapia iniziale: consiste di:

Splinting (tutore): insieme ai farmaci rappresenta la terapia più efficace, non c’è un tutore che si sia manifestato univocamente migliore di un altro, ma la scelta deve essere guidata dalle esigenze del paziente. L’evidenza scientifica parla di un incontrovertibile miglioramento funzionale.FANS topici +/- Capsaicina topica: si sono rivelati utili nell’attenuare i sintomi (Diclofenac - Ibuprofene), riducendo al minimo gli EC sistemici dei FANS anche nel lungo periodo.Esercizio fisico: sotto la guida di un fisioterapista, migliora la rigidità e la funzionalità, riduce il dolore (review Cochrane).


2.Se inadeguata risposta a tp iniziale:

FANS sistemico: al dosaggio più basso possibile e per il tempo minimo indispensabile. In caso di comorbidità rilevanti, il paracetamolo è ottimo per il controllo del dolore, anche in cronico.Oppioide: migliora il dolore, ma data l’età avanzata dei pazienti, è meglio evitare terapie prolungate per non incorrere negli effetti collaterali.


3.Refrattarietà alla terapia:

Chirurgia: è riservata ai casi refrattari, invalidanti, più severi. Gli interventi più diffusi sono quelli di trapeziometacarpoplastica, trapeziectomia (più diffuso), artrodesi trapeziometacarpale (può essere proposta anche per le IF).

Terapia di supporto: la letteratura scientifica non esprime un consenso univoco verso queste soluzioni, ma possono essere provate nel singolo paziente valutando la risposta individuale:

Integrazione con glucosamina e condroitin-solfatoInfiltrazioni articolari: l’acido ialuronico non ha mostrato vantaggi rispetto al placebo, il corticosteroide è molto utilizzato a discapito di un beneficio non chiaro rispetto al placebo, in generale è indicato se ci sono segni di infiammazione acuta, specie per il relief dei sintomi.

Terapia per la forma erosiva: riferire alle cure di un reumatologo, sono al vaglio terapia con CS orale, MTX, farmaci biologici, idrossiclorochina.

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